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perchè la necessità di mantenere la memoria

La lotta contro il fascismo, all’indomani del 25 aprile 1945, non è mai terminata, anche perchè l’Italia non era ancora uscita dalla guerra e già i fascisti organizzavano la loro reazione con il finanziamento e l’appoggio degli industriali. La lotta per la casa, e prima ancora la lotta per la terra, è stata una costante già dai primi anni del dopoguerra, quando le famiglie contadine iniziarono a costruire nelle grandi città baraccopoli ne nulla avevano di migliore delle peggiori favelas del terzo mondo di oggi. I movimenti antagonisti in Italia sono nati negli anni ’60 come risposta critica alle strutture politiche e sociali tradizionali. Questi gruppi si sono distinti per l’opposizione radicale allo Stato, al capitalismo e alle istituzioni. Durante gli anni ’70i movimenti antagonisti hanno avuto un ruolo centrale nelle proteste studentesche, nelle lotte operaie e nelle azioni dirette contro il potere. Le pratiche sono state le occupazioni di fabbriche, università, scuole e le manifestazioni di massa che hanno in particolare visto il loro apice a seguito del movimento del 77. Negli anni successivi, il movimento ha subito trasformazioni, passando da una fase di conflittualità aperta a forme più articolate di opposizione sociale e culturale. Oggi i movimenti antagonisti continuano a esistere, seppur in forme diverse, mantenendo viva la critica al sistema e promuovendo pratiche di autorganizzazione e solidarietà.